12 giugno 2013
Vacanze estive: metà degli italiani ci rinuncia
Quasi la metà degli italiani dovrà dire addio alle tanto attese vacanze estive a causa della crisi economica incombente.
È quanto emerge dal sondaggio di Confesercenti-Swg sull’andamento dell’estate 2013 che vede più di 18 milioni di italiani costretti a rinunciare al periodo di relax e svago a causa della crisi economica che ormai da tempo attanaglia il nostro Paese.

Saranno in 25 milioni e 700 mila invece i “fortunati”che potranno permettersi una vacanza il cui costo si aggira intorno ai  24,5 miliardi di euro con una spesa media, a persona di 961 euro, inferiore ai 1056 euro del 2008.

Dal 2009 il numero dei giorni di vacanza non varia, 12 , ciò che cambia invece sono le mete prescelte: il mare in primis, tra la Sicilia e l’Emilia Romagna e per quanto riguarda l’estero la Spagna rimane tra le mete preferite anche se una quota rilevante di vacanzieri si recherà in Germania. Guadagnano punti anche la Gran Bretagna e la Danimarca, mentre rimane stabile la montagna.

Crisi in agguato sempre e comunque. Non a caso agosto, il mese da sempre più gettonato, segna una flessione nelle preferenze degli italiani passando dal 55% del 2012 al 52% di quest’anno. Sale di ben 4 punti invece l’opzione per giugno e di 2 quella per luglio, mesi premiati evidentemente per la convenienza economica.

Oltre alla crisi economica spunta poi in agguato un nuovo problema, quello delle ferie “forzate”, imposte dalle imprese che versano in gravi crisi economiche e che hanno costretto molti italiani a stare a casa durante l’arco dell’anno.

"Purtroppo sono sempre di più coloro che per le vacanze estive resteranno a casa, dice Grazia Simone, Segretario Generale Adiconsum Toscana,  il dato pubblicato dalla ricerca fotografa in modo inequivocabile un Paese che arretrata, dove ormai ogni tipo di consumo e' fermo a causa della mancanza di lavoro, dei pagamenti verso lo Stato a cui i cittadini sono tenuti, della paura di non avere una speranza. Occorre un intervento forte ed immediato di una politica di investimenti che consenta la ripresa del Paese e riporti fiducia nei cittadini."

Mariantonietta Rasulo